Poeti in_Zona

Nell’ambito dell’esperienza Poeti_in Zona, il BAD propone un pomeriggio con tre tra i più interessanti poeti dell’attuale panorama letterario italiano.
Maria Grazia Calandrone, Bruno Galluccio, Luigi Trucillo. Tre voci diverse per esperienza e cifra compositiva, ma accomunati da una forte attenzione allo spirito del nostro tempo, capaci con i loro versi di scandagliare gli ambiti evidenti del nostro reale e, nello stesso tempo, di sondare l’evidenza per catturare con il medium della parola tutto ciò che persiste sotto l’ovvio e l’ottuso in cui siamo immersi. Una poesia che si insinua nella tela del reale, per corrodere le trame ingannevoli del nostro quotidiano.

La serata sarà all’insegna della poesia pura e della dizione. I tre autori leggeranno brani delle loro ultime opere, nella cornice ormai familiare del BAD.
Dei tre, due sono vincitori del premio Napoli, la milanese Maria Grazia Calandrone, vincitrice nel 2011 assieme ad Yves Bonnefoy e Luigi Trucillo, vincitore nel 2009. Bruno Galluccio, ha esordito con Verticali, nella prestigiosa collana bianca di Einaudi, riservata alla poesia.Maria Grazia Calandrone (Milano 1964, vive a Roma): poetessa, performer, autrice e conduttrice per Radio 3, organizzatrice culturale. ha pubblicato: Pietra di paragone (Tracce, 1998), La scimmia randagia (Crocetti, 2003), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005), La macchina responsabile (Crocetti, 2007), Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010); Atto di vita nascente (Lietocolle, 2010) e L’infinito mélo, pseudoromanzo con cd (Sossella, 2011). Ha collaborato come autrice con il canale culturale Sky Red tv; ha ideato e cura «Cantiere Poesia»; collabora alle pagine culturali de «il manifesto». Il suo ultimo libro di poesie è La Vita Chiara, Transeuropa Edizioni 2011: i quattro elementi della natura sono le quattro sezioni di un libro che adegua la parola poetica all’acqua, al fuoco, alla terra e infine all’aria.

Bruno Galluccio è nato a Napoli. Laureato in fisica, ha lavorato in un’azienda tecnologica occupandosi di telecomunicazioni e sistemi spaziali. Nel 2002 una sua raccolta ha ricevuto una segnalazione al Premio Internazionale Eugenio Montale nella sezione inediti. La raccolta di poesie Verticali (Einaudi, 2009) è il suo primo libro, che risente felicemente, nella forma e nello stile, della sua formazione scientifica. Una parola netta, pronunciata con ingegno, che si concentra con estrema precisione sul ritratto del grande matematico russo-tedesco, George Cantor (1845-1918) fondatore della teoria degli insiemi. ‘L’irrazionale ha fatto breccia nella mia vita fino all’osso/ fino a calare tende lungo le pareti/ e attutirmi i clamori troppo fini’, scrive Galluccio nella poesia dedicata a George Cantor. Ed è proprio lì, nella poesia collocata nella parte centrale del libro, che l’io del poeta fonde la precisione del pensiero scientifico allo spaesamento, drammatica espressione di ogni comune esistenza. Il genio matematico perde la sua potenza svelando il proprio isolamento nello scorrere del quotidiano, nel giorno per giorno, ‘calando i maestri giù nell’ombra’, smarrendo i confini della scienza e trasbordando nell’ ‘irrazionale’, nell’emotività della propria condizione umana. (Luigia Sorrentino)

Luigi Trucillo, nato a Napoli, è autore di Navicelle (Cronopio, 1995), Carta mediterranea (Donzelli, 1997), Polveri, con illustrazioni di Lino Fiorito (Cronopio, 1998), Le amorose (Quodlibet, 2004), Lezione di tenebra (Cronopio, 2007) premio Lorenzo Montano 2008, Darwin (Quodlibet 2009), con cui ha vinto il Premio Napoli per la poesia 2009. Una selezione delle sue poesie è stata tradotta in danese e in tedesco.
Con questa bellissima suite ottocentesca, che in poche decine di pagine riesce a unire le Ande e la campagna del Kent, Trucillo ci ricorda che una delle massime prerogative della poesia è l’identificazione, la capacità di cogliere un pensiero e un destino nel momento del loro farsi. E con sorpresa, in un periodo in cui non sembrano più possibili spazi alternativi tra un indecifrabile specialismo e la più corriva divulgazione, ci rendiamo conto che è proprio l’opera di un poeta quella che riesce a comunicarci qualcosa di nuovo su Charles Darwin e il suo formidabile, irripetibile modo di pensare il mondo.(Emanuele Trevi su “Darwin”, da “Il Manifesto”)


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